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Geomorfologia e idrografia

La morfologia del Capo di Leuca, di cui fa parte il territorio di Tricase, è molto dolce e caratterizzata dalla presenza delle Serre, modesti rilievi allungati in direzione NNO–SSE o NO–SE che, insieme alle aree depresse, riflettono le condizioni strutturali dell'area.

Le ultime propaggini delle Murge Salentine, che costituiscono le Serre più elevate, arrivano fino ad Arigliano e a Sud Ovest di Specchia, sulla Serra dei Peccatori raggiungono i 189 m.

A Est delle Murge Salentine le aree più o meno pianeggianti assumono maggiore estensione; esse sono interrotte localmente soltanto da rilievi molto dolci che si sviluppano anche presso la costa del Canale d’Otranto, come la Serra del Mito (134 m), a Nord Est di Tricase, costituiti da Calcari di Castro (Note illustrative della Carta Geologica d'Italia – Capo di S. Maria di Leuca – Foglio 223).

La morfologia della costa del Canale d'Otranto è molto aspra, con pareti spesso a falesia (vedi TAV. N. 02. Estratto PPTR. Sistema delle tutele. Componenti geomorfologiche e idrologiche). Infatti, dalle massime quote presenti nella zona, oltre alla già citata Serra del Mito, si arriva, dopo poca distanza, al livello del mare. La costa si addolcisce un pò in alcuni brevi tratti come a Marina Porto e Torre Palane. Inoltre tra le due località, sempre sulla costa, si apre il Canale del Rio, stretta incisione in seno ai Calcari di Castro, che disponendosi in modo sub parallelo alla linea di costa assume i caratteri di un piccolo canyon.

Il carsismo nel territorio di Tricase, data la presenza di formazioni calcaree e calcarenitiche, è rappresentato a livello superficiale dalle doline. Queste strutture carsiche si localizzano a Nord – Ovest intorno all'abitato di Depressa e al confine col territorio di Montesano Salentino (vedi TAV. N. 02. Estratto PPTR. Sistema delle tutele. Componenti geomorfologiche e idrologiche). A Sud, la presenza di doline è limitata a pochi esempi localizzati al confine dei territori di Specchia, Alessano e Tiggiano. Alcune esempi di piccole strutture dolinali insistono sul tratto costiero a Sud del Canale del Rio e nei pressi di Torre Palane.

Il carsismo ipogeo è rappresentato da tre grotte costiere: due in località Marina Serra (vedi TAV. N. 02. Estratto PPTR. Sistema delle tutele. Componenti geomorfologiche e idrologiche), di cui la Grotta Matrona è la più conosciuta, e una localizzata poco a Sud dello sbocco del Canale del Rio.

TAV. N. 02. Estratto PPTR. Sistema delle tutele. Componenti geomorfologiche e idrologiche
TAV. N. 02. Estratto PPTR. Sistema delle tutele. Componenti geomorfologiche e idrologiche

Per quanto riguarda la geologia della zona, l’assetto stratigrafico locale risulta costituito, partendo dal basso, dalle seguenti formazioni:

  • Calcari di Melissano (C11-7) (Cretacico): calcari compatti a frattura irregolare, grigi e nocciola, con intercalazioni di calcari dolomitici e raramente dolomie vacuolari di color nocciola.
  • Calcareniti del Salento (Qp) (Pliocene sup. – Pleistocene inf.): poggia in trasgressione sulla successione calcareo – dolomitica; con tale termine formazionale si intendono tutti quei sedimenti calcarenitici plio-pleistocenici noti in bibliografia con la denominazione generica ed impropria di “tufi”. Tale Formazione contiene al suo interno diversi orizzonti, caratterizzati tra loro da variazioni litologiche piuttosto sensibili. Dal punto di vista litologico le Calcareniti del Salento sono costituite da calcareniti organogene di colore bianco-giallastro o rossastro per alterazione (generalmente nei livelli sommitali), piuttosto porose, di norma mal stratificate, a grado di cementazione variabile, con locali intercalazioni di orizzonti fossiliferi e da sabbie calcaree concrezionate o limose.

La granulometria, della litofacies calcarenitica, solitamente grossolana alla base, diviene più fine verso l’alto, dove si rinvengono nuovamente clasti grossolani e dove compare a volte un crostone terminale compatto e tenace. I granuli della roccia sono quasi interamente costituiti da frammenti di micro e macrofossili e cementati tra loro da quantità variabili di calcite spatica.

Nella maggior parte degli affioramenti calcarenitici si rinvengono sistemi di fratture parallele con direzione NW-SE, presumibilmente originate da locali fenomeni di riattivazione, durante il Quaternario, dei sistemi di faglie dirette.

Nella Figura seguente è riportato lo stralcio della Carta Geologica I.G.M. 1:100.000 con ubicazione del territorio tricasino (Foglio n. 223 “Capo Santa Maria di Leuca”):

Stralcio della Carta Geologica I.G.M. 1:100.000 del Foglio n. 223 “Capo Santa Maria di Leuca”
Stralcio della Carta Geologica I.G.M. 1:100.000 del Foglio n. 223 “Capo Santa Maria di Leuca”

La natura dei litotipi (Calcari di Castro, Calcareniti di Andrano e Tirreniane) presenti nel territorio di Tricase, prevalentemente permeabili, assorbono con facilità e rapidamente l'acqua meteorica la cui precipitazione raggiunge i massimi in autunno e inverno. Questo rapido assorbimento delle acque piovane impedisce lo sviluppo di una vera e propria idrografia superficiale rappresentata solo da un piccolo bacino idrografico esoreico, poco gerarchizzato, che termina nel Canale del Rio.

Tale bacino è costituito principalmente da due linee di deflusso che partono una ad Est dell'abitato e l'altra più a Nord, tra località Masseria I Monaci e Località Casino la Masa, per convogliare in un’unica linea di deflusso a circa 850 metri dall'insenatura del Canale del Rio.

Piccole aree di recapito di bacini endoreici sono sparsi un po' su tutto il territorio comunale con una maggiore presenza nella zona Nord.

Infine si segnalano sorgenti costiere su tutta la fascia costiera: due sorgenti in corrispondenza della Serra del Mito, una poco a Nord di Marina Porto, una poco a Nord del Canale del Rio e, infine, una poco a Nord dell'abitato di Marina Serra.

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